
In breve
Le pellicole per vetri nascono per risolvere un problema concreto: gli edifici con grandi superfici vetrate, sempre più diffusi dal dopoguerra, d'estate si scaldano troppo. Sostituire i vetri costa molto e ferma le attività; applicare uno strato sottile sul vetro esistente è più semplice. Da allora la tecnologia è cambiata molto, soprattutto nel modo in cui gli strati vengono depositati sul film.
Le tappe
- Anni '50
Nasce il film di poliestere
Il poliestere trasparente, resistente e stabile alla luce, diventa disponibile in film sottili. Sarà la base di tutte le pellicole per vetri: flessibile, durevole, adatto a ricevere adesivi e rivestimenti.
- Anni '60
Le prime pellicole metallizzate
Sul poliestere si deposita, sotto vuoto, un sottile strato di alluminio. Nascono le prime pellicole riflettenti a controllo solare: molto efficaci nel respingere il calore, ma con un forte effetto specchio e una sensibile riduzione della luce.
- Fine anni '60 e anni '70
Sicurezza e crisi energetica
Compaiono le pellicole di sicurezza, che trattengono i frammenti del vetro in caso di rottura. La crisi energetica del 1973 rende il risparmio sulla climatizzazione una priorità: le pellicole solari si diffondono negli uffici e negli edifici commerciali.
- Anni '80 e '90
La deposizione catodica
Con la deposizione catodica, o sputtering, si depositano strati sottilissimi di metalli diversi, anche in più strati. Le pellicole diventano più neutre, meno specchianti, con colori più gradevoli. Arrivano anche le prime pellicole basso emissive, utili pure d'inverno.
- Anni 2000
Le pellicole selettive
Strati metallici multipli e materiali ceramici permettono di fermare soprattutto l'infrarosso, la parte della radiazione che porta calore, lasciando passare gran parte della luce. Nascono le pellicole spettralmente selettive, quasi invisibili sul vetro.
- Oggi
Durata, posa esterna e norme
Le pellicole per esterno sono progettate per resistere a sole e intemperie per molti anni, le dual reflective uniscono controllo solare e vista naturale anche la sera. Le prestazioni si misurano con norme europee come la UNI EN 410 e la UNI EN 14501, e le pellicole rientrano tra i sistemi di schermatura considerati dagli incentivi per l'efficienza energetica.
Cosa resta uguale
In sessant'anni il principio non è cambiato: fermare il sole sul vetro, prima che il calore entri nell'ambiente. Sono cambiati i materiali, la durata e la possibilità di scegliere quanto luce far entrare. Per questo oggi non esiste "la pellicola migliore", ma la pellicola giusta per quell'edificio, quell'esposizione e quell'uso.
E per il tuo edificio?
La tecnologia è matura: la differenza la fa scegliere la soluzione giusta per l'edificio. Raccontami il tuo caso.
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