Luca Vignati Controllo solare e termico

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Data center e sale server: il caldo che arriva dall'esterno

In un data center il raffreddamento è una delle voci di consumo più importanti, e d'estate lavora al massimo. Il calore principale viene dai server, ma una parte arriva dall'edificio: dal sole su copertura e pareti, e dall'aria calda che le macchine sul tetto sono costrette ad aspirare.

Copertura piana scura di un data center con file di chiller e dry cooler installati sul tetto
Immagine illustrativa

In breve

Cosa succede
Raffreddamento al limite e consumi più alti nei mesi caldi.
Perché
Il carico solare dell'involucro si somma a quello dei server, e il tetto caldo peggiora il rendimento delle macchine installate sopra.
Cosa si può fare
Ridurre la temperatura della copertura e il calore che entra dall'involucro.
Per chi
Data center manager, facility manager, responsabili IT e degli impianti, energy manager.

Come si riconosce

Raffreddamento senza riserva

Nelle giornate più calde il sistema lavora vicino alla sua capacità massima.

Chiller e condensatori in difficoltà

Le unità sul tetto rendono meno e vanno in allarme nelle ore più calde.

Efficienza che peggiora d'estate

L'indicatore di efficienza energetica (PUE) sale nei mesi caldi.

Sale perimetrali più calde

Locali sotto la copertura o con pareti esposte più difficili da tenere in temperatura.

Perché succede

Il calore prodotto dai server non si può ridurre intervenendo sull'edificio. Il carico solare sì: una copertura scura al sole raggiunge temperature molto elevate e cede calore agli ambienti sottostanti, ogni giorno d'estate, proprio nelle ore in cui il raffreddamento è già al massimo.

C'è poi un effetto meno visibile. Chiller, dry cooler e condensatori installati sul tetto aspirano l'aria che si trova appena sopra la copertura, già scaldata dalla superficie calda. Più è calda l'aria che aspirano, meno rendono e più energia consumano.

Abbassare la temperatura della copertura agisce su entrambi i fronti: meno calore negli ambienti e aria più fresca per le macchine sul tetto. Il PUE, il rapporto tra l'energia totale del data center e quella usata dai server, ne beneficia perché scende la quota spesa per raffreddare.

Il tetto caldo pesa due volte Copertura scura chiller Copertura con cool roof riflesso chiller Il chiller aspira aria già scaldata dal tetto; la copertura cede calore alle sale Aria più fresca per il chiller, meno calore verso le sale
Schema indicativo. Il calore dei server resta invariato; il cool roof riduce sia il calore che la copertura cede agli ambienti, sia la temperatura dell'aria aspirata dalle macchine installate sul tetto.

Le soluzioni

Come funzionano e come si scelgono le pellicole: pellicole a controllo solare.

Cosa verifico in sopralluogo

  • Copertura. Tipo, stato, superficie e colore attuale del tetto.
  • Macchine sul tetto. Posizione di chiller, dry cooler e unità esterne rispetto alla copertura.
  • Pareti e vetrate. Esposizione delle sale e dei locali tecnici.
  • Dati di esercizio. Andamento estivo di consumi e PUE, se disponibili.
  • Continuità. Come si interviene senza interferire con l'operatività.

Domande frequenti

Il carico solare conta davvero rispetto ai server?

Pesa meno del calore dei server, ma si somma nelle ore più critiche e incide sul rendimento delle macchine sul tetto. Quanto pesa nel singolo caso lo valuto in sopralluogo, in base a copertura, esposizione e impianti.

Si può intervenire con il data center in funzione?

Sì. Il cool roof si applica dall'esterno, sulla copertura, senza accedere alle sale e senza interferire con l'operatività.

Il risultato si può misurare?

Sì. La temperatura superficiale della copertura si misura prima e dopo l'intervento; consumi e PUE si confrontano su periodi omogenei.

Raccontami il tuo caso

Ogni edificio ha le sue cause. In sopralluogo verifico da dove arriva il problema e propongo la soluzione adatta a quell'edificio.

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