Luca Vignati Controllo solare e termico

Home / Soluzioni / Rivestimenti termoriflettenti / Cool roof

Cool roof: coperture che non si surriscaldano

Un rivestimento termoriflettente ad alta emissività trasforma il tetto esistente in un cool roof, un "tetto fresco": riflette gran parte della radiazione solare e restituisce all'atmosfera il calore assorbito. La copertura resta vicina alla temperatura dell'aria invece di arrivare a 80 °C, e gli ambienti sottostanti restano più freschi.

In breve

Cosa fa
Abbassa la temperatura superficiale della copertura e quindi il calore che passa negli ambienti sottostanti.
Dove rende
Capannoni, magazzini, centri commerciali, showroom e ogni edificio con ampie coperture sotto cui si lavora.
L'intervento
Si applica sulla copertura esistente, dopo averne verificato stato e stratigrafia, senza fermare le attività sottostanti.
Detto anche
Pittura riflettente o termoriflettente per tetti, vernice bianca per coperture.

Il surriscaldamento delle coperture

Le pareti di un edificio ricevono il sole solo in alcune ore, in base alla loro esposizione. Il tetto invece è irraggiato per tutto l'arco della giornata. Quando la radiazione solare colpisce una copertura, la sua energia si divide in tre parti.

Riflessa

Rimandata verso il cielo. La misura la riflettanza solare, da 0 (superficie che assorbe tutto) a 1 (superficie che riflette tutto).

Riemessa

Il calore che la superficie restituisce all'atmosfera sotto forma di radiazione. Lo misura l'emissività, anch'essa da 0 a 1.

Assorbita

La parte che scalda il tetto e, attraverso la copertura, gli ambienti sottostanti.

Per non surriscaldarsi, una superficie deve quindi assorbire poco e riemettere molto: servono insieme una riflettanza alta e un'emissività alta.

Che temperatura raggiunge un tetto d'estate

Tipo di coperturaComportamentoTemperatura superficiale estiva
Scura (guaine, membrane)Emissività alta, ma riflettanza bassa: assorbe quasi tutto il sole.oltre 80 °C
MetallicaRiflette discretamente, ma ha un'emissività bassa: trattiene il calore assorbito.oltre 70 °C
ChiaraBuona riflettanza e buona emissività.vicino a 50 °C
Cool roofRiflettanza ed emissività molto alte.vicina alla temperatura dell'aria

Valori indicativi in piena estate, con sole diretto.

L'indice SRI

Il dato che riassume la capacità di una superficie di non scaldarsi al sole è l'indice di riflessione solare, SRI (Solar Reflectance Index). Combina riflettanza ed emissività in un solo numero.

  • Un rivestimento nero, con riflettanza 0,05 ed emissività 0,90, ha SRI pari a 0.
  • Un rivestimento bianco di riferimento, con riflettanza 0,80 ed emissività 0,90, ha SRI pari a 100.
  • I migliori rivestimenti per cool roof superano 100, perché si sommano una riflettanza superiore a 0,8 e un'emissività superiore a 0,9.

Per confrontare due soluzioni per coperture, l'SRI è il primo dato da chiedere.

Una giornata d'estate sotto un tetto caldo

Cosa succede in un ambiente di lavoro sotto una copertura con un SRI non adeguato, in una giornata estiva tipica.

Ore 9–10

Il tetto è già a 50 °C

All'interno la temperatura è intorno ai 25 °C. Il climatizzatore, impostato a 20 °C, riesce ancora a garantire comfort.

Ore 12

Effetto "testa calda"

La copertura arriva verso i 70 °C e il soffitto supera i 40 °C. Il corpo riceve più calore di quanto riesca a cederne: anche con il climatizzatore a bassa temperatura il comfort non arriva.

Ore 15

La situazione è critica

Il tetto resta tra gli 80 e i 90 °C, il soffitto intorno ai 50 °C, l'ambiente oltre i 30 °C. Abbassare ancora il climatizzatore non cambia la situazione e i consumi salgono.

Il risultato

Disagio e consumi alti

Temperature inadatte al lavoro e molta energia spesa nel tentativo di raffrescare un ambiente che continua a ricevere calore dall'alto.

Perché si sta male: comfort e temperatura radiante

Il comfort è la condizione in cui una persona non avverte nessuna sensazione fastidiosa rispetto all'ambiente. Sotto un tetto caldo dipende da tre fattori.

  • Temperatura dell'aria. Il fattore più intuitivo: se l'aria è troppo calda, si sta male.
  • Temperatura media radiante. La media delle temperature delle superfici che delimitano l'ambiente: pareti, solai, soffitto, finestre. Il corpo scambia calore per irraggiamento con queste superfici, e il calore passa sempre dal corpo più caldo a quello più freddo. Sotto un soffitto a 40 o 50 °C il corpo non riesce a cedere calore, ma lo riceve: si ha caldo anche con l'aria climatizzata.
  • Umidità relativa. Con un'umidità alta il sudore non evapora e la temperatura percepita sale. Ma quando l'ambiente supera i 30 °C, deumidificare non basta.

Un cool roof agisce sulla causa: abbassa la temperatura del soffitto e quindi la temperatura media radiante, oltre a quella dell'aria.

Come funziona un cool roof

"Cool roof" significa "tetto fresco": una copertura che riflette fortemente la radiazione solare e si raffredda restituendo in modo efficiente all'atmosfera il calore assorbito. Le temperature superficiali restano vicine a quella dell'aria, invece di arrivare agli 80–90 °C di una copertura tradizionale, e il calore che passa nell'edificio si riduce in modo netto.

Si ottiene applicando sulla copertura esistente un rivestimento termoriflettente ad alta emissività: un sistema che riflette e riemette una quota molto elevata dell'energia solare ricevuta. Conta anche la capacità del rivestimento di restare pulito: un rivestimento che accumula sporco perde in fretta la sua capacità di riflettere.

  • In un edificio senza climatizzazione, l'ambiente resta più fresco e con una temperatura più costante.
  • In un edificio climatizzato, l'impianto lavora meno: meno ore di funzionamento, temperature di esercizio meno spinte, consumi più bassi.

I vantaggi

Comfort termico

Ambienti di lavoro più freschi, con un soffitto che non irraggia più calore su chi sta sotto.

Risparmio energetico

Costi di raffrescamento più bassi e impianti che lavorano meno, con una vita utile più lunga.

Protezione del tetto

Temperature superficiali più basse riducono dilatazioni e shock termici sulla copertura, allungandone la vita e limitando la manutenzione straordinaria.

Meno emissioni

Un uso minore della climatizzazione riduce le emissioni di CO₂ e contribuisce a contenere le isole di calore urbane.

Dove lo consiglio

Capannoni e magazzini

Grandi coperture metalliche o in guaina sopra reparti, scaffalature e merce.

Reparti produttivi

Ambienti dove al calore del tetto si somma quello di macchine e impianti.

Centri commerciali e supermercati

Grandi superfici di vendita climatizzate, con costi di raffrescamento elevati.

Showroom e concessionarie

Saloni espositivi e uffici su soppalco, a pochi metri dalla copertura.

Uffici all'ultimo piano

Piani sotto il tetto che d'estate diventano i più caldi dell'edificio.

Palestre e impianti sportivi

Ampi volumi con persone in attività fisica, dove il caldo pesa di più.

Se la copertura ha anche lucernari, li valuto insieme: per loro la soluzione è il rivestimento termoriflettente per lucernari.

Rispetto alle alternative

SoluzioneCosa comporta
Cool roofSi applica sulla copertura esistente, senza smontaggi e senza fermare le attività. Agisce sulla causa, prima che il calore entri.
Rifacimento della copertura con nuovo isolamentoLavori importanti, tempi lunghi, costi elevati. L'isolante rallenta il calore, ma il tetto continua a scaldarsi.
Potenziamento della climatizzazioneNuovi impianti e consumi più alti. Raffresca l'aria, ma non abbassa la temperatura del soffitto che irraggia calore.

Cosa verifico prima di proporlo

  • Stratigrafia della copertura. Di che strati è fatto il tetto e come si comporta termicamente: decide il tipo di sistema da applicare.
  • Stato di manutenzione. Infiltrazioni, guaine sollevate, ruggine, giunti aperti: vanno sistemati prima, perché il rivestimento duri nel tempo.
  • Cosa c'è sotto il tetto. Persone, merci, macchinari e altezza dei locali indicano quanto beneficio aspettarsi.
  • Lucernari e impianti in copertura. Lucernari, macchine di climatizzazione, pannelli: vanno considerati nell'organizzazione dell'intervento.
  • Accesso e sicurezza in copertura. Percorsi, sistemi anticaduta e mezzi necessari per lavorare sul tetto.

Domande frequenti

Su quali coperture si può applicare?

Sulla maggior parte delle coperture piane e inclinate: metalliche, in guaina o membrana impermeabile, in calcestruzzo. Il sistema si sceglie in base al supporto e al suo stato, verificati in sopralluogo.

Bisogna fermare l'attività?

No. Si lavora sul tetto, mentre sotto le attività proseguono.

D'inverno l'edificio diventa più freddo?

L'effetto invernale è limitato: d'inverno il sole è basso, le ore di luce sono poche e il contributo del tetto al riscaldamento è modesto. Il bilancio dell'anno resta positivo grazie al risparmio estivo.

Il tetto resta bianco nel tempo?

Dipende dal rivestimento. I sistemi di qualità sono formulati per resistere allo sporco e mantenere la capacità riflettente; una pulizia periodica aiuta a conservarla.

Il sopralluogo parte dal tetto

Stratigrafia, stato della copertura e attività sottostanti decidono l'intervento. In sopralluogo li verifico e propongo la soluzione adatta a quell'edificio.

Richiedi un sopralluogo