In breve
- Cosa fanno
- Abbassano la temperatura delle superfici esposte al sole agendo prima che il calore entri.
- Dove si usano
- Lucernari, coperture piane e inclinate, facciate.
- L'intervento
- Si applicano sulle superfici esistenti, senza demolizioni e senza fermare le attività.
Come funzionano
Quando il sole colpisce una superficie, la sua energia si divide in una parte riflessa, una riemessa verso il cielo e una assorbita. È la parte assorbita a scaldare la superficie e gli ambienti sotto o dietro di essa. Un rivestimento termoriflettente lavora sulle prime due: riflette di più e riemette meglio, così la quota assorbita si riduce.
Lo fanno grazie a pigmenti e cariche scelti per riflettere non solo la luce visibile ma anche il vicino infrarosso, la parte invisibile che trasporta oltre metà dell'energia solare. Le due grandezze da guardare sono la riflettanza solare e l'emissività, riassunte nell'indice SRI.
Le tre applicazioni
Perché intervenire sulle superfici
Isolare un edificio rallenta il passaggio del calore; un rivestimento termoriflettente impedisce che il calore si accumuli. Sono due strategie diverse. D'estate, su coperture e pareti esposte al sole per molte ore, agire sulla superficie è spesso il modo più rapido ed economico di ottenere un risultato, perché interviene sulla causa e non richiede di smontare nulla.
Le due strategie si completano. Unire una finitura termoriflettente a un cappotto termico tradizionale crea un sistema altamente performante in ogni momento dell'anno: il cappotto limita le dispersioni d'inverno, la finitura respinge il calore del sole d'estate e protegge il cappotto stesso dal surriscaldamento.
I vantaggi
Ambienti più freschi
Meno calore che passa da tetti, lucernari e pareti agli ambienti interni.
Meno consumi
La climatizzazione lavora meno ore e con temperature meno spinte.
Superfici protette
Meno dilatazioni e shock termici su coperture, lucernari e facciate, con una vita utile più lunga.
Nessun cantiere pesante
Si applicano sulle superfici esistenti, mentre le attività continuano.
Cosa verifico prima di proporli
- Da dove entra il calore. Tetto, lucernari, facciate o vetrate: spesso sono più di uno, e indico la combinazione di interventi.
- Tipo e stato delle superfici. Materiali, stratigrafia, infiltrazioni, degrado: decidono il sistema e la preparazione.
- Cosa c'è sotto o dietro. Persone, merci, macchinari indicano le priorità.
- Accesso e sicurezza. Come si lavora in copertura o in facciata, con quali mezzi.
Una verifica di tutto l'involucro
Il caldo di un edificio arriva quasi sempre da più punti. In sopralluogo verifico coperture, lucernari, facciate e vetrate, e propongo gli interventi che hanno senso per quell'edificio.
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